{"id":75,"date":"2020-10-19T21:59:35","date_gmt":"2020-10-19T19:59:35","guid":{"rendered":"http:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/?p=75"},"modified":"2020-12-11T15:07:42","modified_gmt":"2020-12-11T14:07:42","slug":"malinconico-autunno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/malinconico-autunno\/","title":{"rendered":"Malinconico autunno"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"font-size:21px\"><strong>E quando con l\u2019autunno arriva anche la malinconia? Cosa fare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019arrivo dell\u2019autunno si affaccia anche quella sensazione di malinconia, spesso accompagnata da fastidiosi disturbi fisici come dolori gastrointestinali, spossatezza, difficolt\u00e0 a dormire.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo ha a che fare con il <strong>cambiamento<\/strong>. Qualcosa muta all\u2019esterno (i suoni, i colori, il paesaggio, la temperatura) e richiede una riorganizzazione interna. In particolare la malinconia, quella sensazione diffusa e vaga di tristezza, ha a che fare con lo <strong>sperimentare la<\/strong> <strong>fine di qualcosa<\/strong>. L\u2019autunno \u00e8 l&#8217;anticipo della fine dell\u2019anno. A settembre e a ottobre sentiamo che il caldo, la luce, la vivacit\u00e0 dell\u2019estate stanno venendo meno. La bella stagione che volge al termine ci fa provare un che di tristezza, cos\u00ec come ogni qualvolta facciamo esperienza del tramonto di qualcosa che ci fa star bene. Ci succede per esempio alla fine di un weekend, quando stiamo per finire di leggere un bel libro, quando si conclude un ciclo di vita, una relazione. Provare tristezza in questi casi \u00e8 normale, umano.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"has-text-color\" style=\"color:#eab34c\"><em>\u201cL\u2019AUTUNNO E\u2019PIU\u2019UNA STAGIONE DELL\u2019ANIMA CHE DELLA NATURA\u201d (Nietzsche)<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:21px\"><strong>Cosa possiamo fare allora?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La parola chiave \u00e8 <strong>accettare, lasciarci attraversare da quello che c\u2019\u00e8<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La natura in questo \u00e8 un buon maestro. Basta sedersi su una panchina di un parco in questo periodo dell\u2019anno e osservarne i mutamenti. Essa ci insegna che \u00e8 possibile <strong>accogliere il mutare dei nostri stati d\u2019animo<\/strong>, cos\u00ec come il susseguirsi delle stagioni, senza turbarci troppo, anche quando si tratta di passare dalla gioia alla tristezza. Le emozioni dentro di noi vanno e vengono, non esiste giorno in cui non proviamo almeno un istante di tristezza. Possiamo non esserne consapevoli, ma basta anche solo il venire meno di una certa atmosfera in famiglia, un pensiero confortante nella testa che va via, per farci cambiare umore. Alla fine \u00e8 sempre sperimentare la fine di qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso sento usare termini come \u201csconfiggere\u201d la tristezza, se ci penso anche dentro di me la prima reazione quando mi sento triste \u00e8 quella di rifiuto, ma la tristezza non \u00e8 qualcosa da combattere o da cui difenderci. Ce lo insegna molto bene il film d\u2019animazione <em>Insight Out<\/em> della Pixar. Fa parte dell\u2019essere umano, del ciclo della vita e in effetti i momenti in cui la proviamo sono quelli in cui ci raccogliamo in noi stessi per maturare pensieri che poi \u201cfrutteranno\u201d al momento opportuno, nelle stagioni successive.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello di cui abbiamo bisogno \u00e8 quindi un <strong>abbraccio pi\u00f9 ampio<\/strong>: se cerchiamo di sbarrare la strada o di nascondere ci\u00f2 che proviamo, finiremo solo per sentirci pi\u00f9 tristi e anche arrabbiati perch\u00e9 non saremo riusciti nel nostro intento, mentre se accogliamo la tristezza dentro di noi essa tender\u00e0 da sola a scivolare via. Abbracciare vuol dire poter dire \u201cOk, ti sento tristezza e va bene cos\u00ec\u201d. Viversela.<\/p>\n\n\n\n<p>La natura e con lei l\u2019autunno ci insegnano anche un\u2019altra cosa: s\u00ec, gli alberi si spogliano e la pioggia si porta con s\u00e9 i loro vestiti, ma dietro questi mutamenti possiamo gi\u00e0 intravedere l\u2019annuncio di qualche cosa di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"has-text-color\" style=\"color:#ecba4f\"><em>\u201cTRA I RAMI SECCHI SI VEDE DI NUOVO IL CIELO\u201d<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>In questo venire meno infatti si crea lo spazio, la possibilit\u00e0 di un rinnovamento. Se siamo attenti e coltiviamo uno sguardo d&#8217;insieme, possiamo sentire, intuitivamente, che <strong>dentro ogni fine c\u2019\u00e8 sempre un nuovo inizio<\/strong>. Se non facciamo spazio dentro i nostri armadi dando via le cose vecchie diventate ormai inutili, non avremo spazio per i nuovi vestiti, allo stesso modo se non impariamo a lasciare andare modalit\u00e0 o convinzioni vecchie legate al passato, non creeremo dentro di noi lo spazio per fare entrare nuove idee, nuove visioni. <\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 anche l\u2019autunno, come ci suggerisce il nome (da \u201caugere\u201d che significa \u201caumentare\u201d, \u201carricchire\u201d) pu\u00f2 essere una stagione piena di ricchezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Buono sguardo d\u2019autunno.<\/p>\n\n\n\n<p><em>@giorgiafantinuoli<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E quando con l\u2019autunno arriva anche la malinconia? Cosa fare? Con l\u2019arrivo dell\u2019autunno si affaccia anche quella sensazione di malinconia, spesso accompagnata da fastidiosi disturbi fisici come dolori gastrointestinali, spossatezza, difficolt\u00e0 a dormire. Tutto questo ha a che fare con il cambiamento. Qualcosa muta all\u2019esterno (i suoni, i colori, il paesaggio, la temperatura) e richiede&hellip; <\/p>\n<div class=\"readmore-wrapper\"><a href=\"https:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/malinconico-autunno\/\" class=\"more-link\">Read <\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":79,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[11,10,9,5,8,7,6],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75"}],"collection":[{"href":"https:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=75"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":203,"href":"https:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75\/revisions\/203"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/79"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=75"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=75"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=75"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}