{"id":454,"date":"2025-04-19T08:35:44","date_gmt":"2025-04-19T06:35:44","guid":{"rendered":"https:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/?p=454"},"modified":"2025-04-19T08:42:51","modified_gmt":"2025-04-19T06:42:51","slug":"oltre-la-cortina-di-certezze-illuminare-il-cammino-per-aprirsi-allintegrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/oltre-la-cortina-di-certezze-illuminare-il-cammino-per-aprirsi-allintegrazione\/","title":{"rendered":"Oltre la cortina di certezze. Illuminare il cammino per aprirsi all&#8217;integrazione"},"content":{"rendered":"\n<p>Stando in questi anni a tu per tu con l&#8217;incertezza e le sue scottature ho realizzato questo: che conviene imparare a prenderlo un po&#8217; per le corna, il toro, a farselo un po&#8217; amico, il nemico, preferibilmente prima che ci strapazzi troppo. Quel che mi \u00e8 parso di capire di tutta la faccenda sull&#8217;incertezza della vita \u00e8 che possiamo dire di essere sufficientemente in gestione <strong>quando abbiamo imparato a tollerare, a sostenere &#8211; con un certo agio che non esclude sofferenza &#8211; una certa quota di imprevedibile, di caos<\/strong>. E che quando crediamo di avere le cose sotto controllo, del tipo \u00aboh guarda come va tutto bene\u00bb, in verit\u00e0 il sistema ci sta fregando: non \u00e8 gestione credere di essere in gestione perch\u00e9 le cose stanno andando come vogliamo che vadano. Che \u00e8 pi\u00f9 un aggrapparsi ad appigli che poi crolleranno.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, se buona parte della vita investiamo energie per raggiungere certezze e sottrarci alle incertezze, a un certo punto potremmo realizzare che <strong>conviene allentare la presa sulle previsioni e sul tentativo di controllare tutto<\/strong>. Potremmo allora cominciare a programmare qualche escursione guidata nei &#8220;non so&#8221;, improvvisare qualche tratta fuori dai binari tra una fermata e l&#8217;altra, organizzare quella gita fuori porto-sicuro per sentire il brivido del mare aperto\u2026 E chi lo sa che proprio fuori dagli schemi o durante un viaggio controcorrente non avvenga l&#8217;incontro che ci sbalordisce e che pure non cominci a piacerci. Potremmo infatti scoprire che <strong>creativit\u00e0<\/strong> e <strong>libert\u00e0<\/strong> non si annidano nel definito, nel gi\u00e0 noto, ma in quel &#8220;mare di possibilit\u00e0&#8221;, in quel &#8220;magma incandescente&#8221; che \u00e8 disordine, ignoto, inconscio, vuoto, abisso, mistero, che \u00e8 oltre il limite della nostra logica ristretta e da cui possiamo attingere come a un pozzo senza fondo. Piccole imprese titaniche, perch\u00e9 la libert\u00e0 ci fa paura, troppo al largo sentiamo nostalgia del confine. Periodici appuntamenti avventurosi da chiedere alla vita, battendo sul tempo la vita stessa che ci d\u00e0 le sue batoste, senza appuntamento. Piccoli preparativi intenzionali insomma, fatti di tanto in tanto e q.b., calibrati, tenendo conto delle proprie possibilit\u00e0 e attitudini, dato che siamo pi\u00f9 o meno avventurieri, pi\u00f9 o meno attratti da.<\/p>\n\n\n\n<p>E oggi ripenso al gesto di rompere l&#8217;uovo di Pasqua, a quella trepidazione e timore, come a una buona metafora per descrivere questa rottura inevitabile affinch\u00e9 la <strong>meraviglia<\/strong> (il cuore della vita?) che sta dentro\/dietro possa coglierci. Meraviglia, mistero che Einstein ha definito \u00abla cosa pi\u00f9 bella di cui possiamo fare esperienza\u2026 la fonte di ogni vera arte e scienza. Colui che non conosce questa emozione, che non sa pi\u00f9 restare rapito dal senso di meraviglia, \u00e8 come fosse morto: i suoi occhi sono chiusi\u00bb. E concludo con la riflessione di Siegel che non so a voi ma a me arriva come un message in the bottle pasquale, come summa dolcemente amara o amaramente dolce di questa transizione:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abForse \u00e8 proprio qui che si annida l&#8217;ostacolo al raggiungimento dell&#8217;armonia nella vita moderna di noi essere umani. Il desiderio di certezza \u00e8 come un velo che ci impedisce di vedere compiutamente, liberamente e chiaramente. La concezione che vede nell&#8217;<strong>integrazione<\/strong> una possibile direzione da seguire ci aiuta a comprendere come potremmo aver bisogno di attraversare la cortina di certezze per aprirci intenzionalmente all&#8217;incertezza, cos\u00ec da lasciare che la luce della realt\u00e0 si diffonda nella nostra vita, illuminando il cammino per liberare l&#8217;integrazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Detto in modo ironico ed efficace: \u00abRilassati, Dio esiste, e non sei tu\u00bb (cit).<\/p>\n\n\n\n<p>Con l&#8217;augurio di una Buona Pasqua.<\/p>\n\n\n\n<p>BIBLIOGRAFIA<\/p>\n\n\n\n<p>Siegel D.J., Tra me e noi. Come integrare identit\u00e0 e appartenenza, Raffaello Cortina Editore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stando in questi anni a tu per tu con l&#8217;incertezza e le sue scottature ho realizzato questo: che conviene imparare a prenderlo un po&#8217; per le corna, il toro, a farselo un po&#8217; amico, il nemico, preferibilmente prima che ci strapazzi troppo. 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