{"id":448,"date":"2023-10-06T15:23:15","date_gmt":"2023-10-06T13:23:15","guid":{"rendered":"https:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/?p=448"},"modified":"2023-10-06T15:23:15","modified_gmt":"2023-10-06T13:23:15","slug":"sul-desiderio-passando-da-dawsons-creek-alle-stelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/sul-desiderio-passando-da-dawsons-creek-alle-stelle\/","title":{"rendered":"Sul desiderio. Passando da Dawson&#8217;s Creek alle stelle"},"content":{"rendered":"\n<p>Tralasciando com&#8217;\u00e8 che da un \u00abCosa vediamo stasera di non impegnativo?\u00bb \u00abUna serie tv?\u00bb \u00abOk\u00bb\u00abUna di quelle vecchie, dei nostri tempi?\u00bb \u00abOkay!\u00bb mi ritrovo a guardare Dawson&#8217;s Creek a quarant&#8217;anni e senza neanche un figlio adolescente come scusa, vorrei soffermarmi su un punto che mi ha acceso, al quinto episodio.<\/p>\n\n\n\n<p>La mamma di Dawson ha una tresca con il collega di lavoro&#8230; nulla di eccezionale, se non fosse che durante la confessione, quella vera, concitata che arriva dopo un po&#8217; di travaglio interiore, alla domanda del marito \u00abPerch\u00e9 mi hai tradito?\u00bb, lei risponde: \u00abTi ho tradito perch\u00e9 la mia vita era perfetta: un marito perfetto, un figlio perfetto, un lavoro perfetto, che amo. Avevo bisogno di desiderare qualcosa\u00bb. \u00c8 qui che mi accendo come una lampadina, al contatto con questa consapevolezza che pu\u00f2 arrivare solo quando hai l&#8217;et\u00e0 dei genitori dei protagonisti e non pi\u00f9 dei protagonisti e che mi lascia senza fiato: <strong>noi non vogliamo una vita perfetta, risolta, saturata, noi vogliamo una vita in cui sentirci desideranti, pieni s\u00ec, ma di desiderio, cio\u00e8 di fuoco dentro<\/strong>.Ecco perch\u00e9 abbiamo bisogno di rimescolare le carte di tanto in tanto, di rilanciare progetti, di spostare il nostro termine ultimo verso l&#8217;alto (nel senso di elevato), di avere una stella (<strong>&#8220;desiderio<\/strong>&#8221; dal latino contiene &#8220;stella&#8221;) un orizzonte a cui mirare &#8211; nel migliore dei casi un Bene con la B maiuscola che racchiuda tutti i beni con la b minuscola -. <\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 forse vero che non appena raggiunto un traguardo (un diploma, un matrimonio, un figlio, una creazione artistica) ci chiediamo: \u00abE adesso?\u00bb, che \u00e8 come dire: \u00abChe ne sar\u00e0 di me\/del mio desiderio\/desiderare?\u00bb. Non \u00e8 forse vero che la vita \u00e8 una continua danza tra due termini dell&#8217;esperienza: fame e saziet\u00e0, attesa e piacere, viaggio e meta, avventura e conforto? Che senza l&#8217;uno non avrebbe senso l&#8217;altro? Certo che poi per rimescolare le carte bisogna essere buoni mazzieri, bisogna sapere cosa e dove rilanciare, non senza saggezza e una certa armonia di movimento. La signora Leery per esempio si inguaia non poco, come si vedr\u00e0 in seguito, forse perch\u00e9 nel suo caso il fine \u00e8 buono, ma non il mezzo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>A conclusione mi vengono in mente due spunti:<\/p>\n\n\n\n<p>1- Dei versi di una sconcertante bellezza di cui ahim\u00e8 ho un ricordo vago per cui vado a braccio, che dicono pi\u00f9 o meno cos\u00ec: ma se anche alla fine e dopo tanto anelare giungessimo a Dio, non cominceremmo, da lass\u00f9, a sentire la mancanza di quella nostalgia di Dio e non vorremmo forse tornare a essere di quaggi\u00f9?<\/p>\n\n\n\n<p>2- E Fran\u00e7ois Jullien, che in un bellissimo anche se difficilissimo libricino scrive che la presenza vuole l&#8217;assenza e la prossimit\u00e0 la distanza. Nel rapporto di coppia una presenza continua raffredda e finisce per stancare, solo una presenza alternata e differita dall&#8217;assenza torna ad essere evento, a farci chiudere gli occhi, facendoci desideranti. Altrimenti ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 si disfa e non risalta pi\u00f9, fosse anche la cosa pi\u00f9 bella del mondo. <\/p>\n\n\n\n<p>Cito: \u00ab<em>Cosa si pu\u00f2 immaginare di pi\u00f9 stupefacente ed affascinante dello spettacolo del cielo, che abbiamo sempre davanti agli occhi con i suoi astri infiniti, con la luce del sole che illumina ogni cosa con il suo splendore? Se apparisse per la prima volta ai mortali, se sorgesse all&#8217;improvviso davanti al loro sguardo, cosa mai si potrebbe indicare di pi\u00f9 meraviglioso? [&#8230;] Ebbene, nella misura in cui un tale spettacolo ci si para davanti tutti i giorni, monotono, noi non lo vediamo pi\u00f9; in realt\u00e0 non l&#8217;abbiamo mai veramente visto. La presenza viene cancellata dall&#8217;essere sempre presente<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>P.s: ora la lampadina la spengo ma accendo la tv, che questo Dawson&#8217;s Creek non \u00e8 poi malaccio e ormai voglio vedere come va a finire.<\/p>\n\n\n\n<p>BIBLIOGRAFIA:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>Jullien F. (2016) Accanto a lei. Presenza opaca, presenza intima. Ed. Mimesis<\/li><\/ul>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Giorgia Fantinuoli<\/p><p>Psicologa Psicoterapeuta<\/p><cite>giorgia.fantinuoli@gmail.com<\/cite><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tralasciando com&#8217;\u00e8 che da un \u00abCosa vediamo stasera di non impegnativo?\u00bb \u00abUna serie tv?\u00bb \u00abOk\u00bb\u00abUna di quelle vecchie, dei nostri tempi?\u00bb \u00abOkay!\u00bb mi ritrovo a guardare Dawson&#8217;s Creek a quarant&#8217;anni e senza neanche un figlio adolescente come scusa, vorrei soffermarmi su un punto che mi ha acceso, al quinto episodio. 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