{"id":306,"date":"2022-03-19T19:07:05","date_gmt":"2022-03-19T18:07:05","guid":{"rendered":"https:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/?p=306"},"modified":"2022-03-19T19:07:05","modified_gmt":"2022-03-19T18:07:05","slug":"liberarci-dal-peso-delle-abitudini-per-tornare-a-fare-sonni-e-sogni-tranquilli-come-riprendere-in-mano-la-nostra-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giorgiafantinuoli.com\/blog\/liberarci-dal-peso-delle-abitudini-per-tornare-a-fare-sonni-e-sogni-tranquilli-come-riprendere-in-mano-la-nostra-vita\/","title":{"rendered":"Liberarci dal peso delle abitudini per tornare a fare sonni e sogni tranquilli. Come riprendere in mano la nostra vita"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><em>&#8220;Il maestro di meditazione Joseph Goldstein racconta la storia del maestro delle elementari che chiese alla classe: \u2039\u2039Che colore \u00e8 questo, bambini?\u203a\u203a, mostrando una mela. Molti bambini dissero rosso, qualcuno disse giallo, qualcuno disse verde, uno solo disse: \u2039\u2039Bianco\u203a\u203a. \u2039\u2039Bianco?\u203a\u203a replic\u00f2 il maestro, \u2039\u2039perch\u00e9 dici bianco? Vedi bene che non \u00e8 bianca, questa mela\u203a\u203a. A quel punto il bambino va alla cattedra, stacca un morso della mela e poi la solleva per mostrarla al maestro e alla classe&#8221;<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p><strong>Spesso\u00a0i nostri modi di vedere, o bianco o nero, ci fanno cogliere soltanto una parte della realt\u00e0, facendoci perdere la bellezza che si rivela sotto la superficie<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi piace riportare questa breve storia tratta da&nbsp;<em>Riprendere i sensi<\/em>&nbsp;di J.Kabat-Zinn, perch\u00e9 ci fa capire che funzioniamo per&nbsp;<strong>abitudine<\/strong>. Guardiamo tutto, gli altri, noi stessi, le cose che ci capitano a seconda di quello che abbiamo imparato dall\u2019ambiente in cui siamo cresciuti. Ma il modo con cui guardiamo non \u00e8 sempre la verit\u00e0 o pi\u00f9 semplicemente \u00e8 una parte parziale dell\u2019intero spettro della realt\u00e0, solo la superficie, come nell\u2019esempio della mela.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo per dire che spesso la nostra visione delle cose ci limita e non ci permette di evolvere, persino pu\u00f2 farci bloccare con la conseguenza di una grande sofferenza. Quando stiamo male e andiamo in crisi infatti \u00e8 perch\u00e9 i&nbsp;<strong>meccanismi abituali<\/strong>&nbsp;premono cos\u00ec forte da cominciare a stridere. Andiamo in cortocircuito, in tilt. Sotto questi pensieri abituali ci sono le&nbsp;<strong>emozioni abituali<\/strong>, che di solito sono&nbsp;<strong>paure<\/strong>. Possiamo cos\u00ec scoprire che sotto la preoccupazione \u201c<em>Non ho raggiunto quell\u2019obiettivo, non valgo nulla<\/em>\u201d c\u2019\u00e8 per esempio la paura di deludere le aspettative dei familiari, del pap\u00e0 o della mamma e quindi la paura di non essere amabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo poi accorgerci che quel pensiero che ci frulla ripetutamente nella testa \u00e8 legato alla nostra storia personale, che ci portiamo sulle spalle come un fardello pesante. Magari \u00e8 quello che ci siamo sentiti dire da piccoli (\u201c<em>Se non farai il bravo\/prendi dei bei voti non ti porter\u00f2 con me al mare<\/em>\u201d) e che ci continuiamo a dire sotto mentite spoglie (\u201c<em>Se non mi faccio una posizione sul lavoro non sono degno d\u2019amore<\/em>\u201d). Senza accorgerci che il pensiero parte in automatico e influenza la nostra vita. Se penso di non valere niente perch\u00e9 non faccio carriera infatti: (1) mi sentir\u00f2 triste e depresso, (2) mi comporter\u00f2 di conseguenza, comportandomi in modo insicuro con le persone, evitando di dire quello che penso o evitando certe situazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Funzioniamo cos\u00ec:<strong> ci identifichiamo a tal punto con i nostri pensieri e con le nostre emozioni da non accorgerci che questi non sono\u00a0<em>Me<\/em><\/strong>, da non sapere che\u00a0<em>Io<\/em>\u00a0sono molto di pi\u00f9, che ho una vasta gamma di potenzialit\u00e0 da cui attingere. Da non rendermi conto che in fondo a me della carriera non importa nulla o che se anche non faccio carriera ma svolgo il mio lavoro con semplicit\u00e0, sono amabile, posso volermi bene, a prescindere. In psicologia Trans-personale si dice che per compiere la nostra evoluzione come individui dobbiamo lasciare andare l\u2019<em>Ego<\/em>\u00a0(le identificazioni che ci limitano, legate alla nostra storia) per unirci al\u00a0<em>S\u00e9<\/em>\u00a0(le nostre infinite potenzialit\u00e0, la nostra parte creativa, autentica).<\/p>\n\n\n\n<p>Fare questo \u00e8 un \u201csalto quantico\u201d, perch\u00e9 vuol dire andare oltre (trans-) gli&nbsp;<strong>schemi ripetuti nel tempo e le abitudini&nbsp;<\/strong>(assai insidiose) per diventare uomini e donne unici, artefici del proprio presente e non vittime del passato e delle circostanze esterne. Non \u00e8 semplice. Per questo occorrono determinazione per andare alla cattedra a mordere la mela e una certa dose di coraggio per mostrare che sotto l\u2019involucro c\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9, un cuore pulsante, vivo, che aspetta di essere scoperto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 questo un po&#8217; il senso di un percorso interiore che mi piace trasmettere: che \u00e8&nbsp;<strong>liberazione dalle catene che pesano sui nostri sonni e sui nostri sogni, sul desiderio di poter essere ci\u00f2 che siamo veramente<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>BIBLIOGRAFIA<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8211; Riprendere i sensi<\/em>.&nbsp;<em>Gestire se stessi e il mondo con la consapevolezza<\/em>, Jon Kabat-Zinn, Ed. Tea<a href=\"https:\/\/psicologionline.net\/register-profile?profile=2\"><strong><\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/psicologionline.net\/register-profile\/studio?profile=3\"><strong><\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/psicologionline.net\/register-profile\/studio?profile=4\"><strong><\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Il maestro di meditazione Joseph Goldstein racconta la storia del maestro delle elementari che chiese alla classe: \u2039\u2039Che colore \u00e8 questo, bambini?\u203a\u203a, mostrando una mela. Molti bambini dissero rosso, qualcuno disse giallo, qualcuno disse verde, uno solo disse: \u2039\u2039Bianco\u203a\u203a. \u2039\u2039Bianco?\u203a\u203a replic\u00f2 il maestro, \u2039\u2039perch\u00e9 dici bianco? Vedi bene che non \u00e8 bianca, questa mela\u203a\u203a. 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